”CI VUOLE UN VILLAGGIO”

LA COSTRUZIONE DI RETI AFFIDABILI NELLA TUTELA DEL MINORE

Cadoneghe 10/05/2013

Sala Italo Calvino – Biblioteca P. Pasolini

 

Presenti 58 Persone

Obiettivo dell’incontro L’incontro “ha la finalità di far conoscere l’affido familiare e facilitare la vicinanza solidale. L’idea è di agevolare la costruzione di reti di famiglie e di associazioni presenti nel territorio in modo che si sostengano reciprocamente nel compito genitoriale e nelle attività quotidiane, soprattutto in un momento critico come quello che stiamo affrontando. Quest’incontro vuole dunque essere un momento per favorire la conoscenza e lo scambio tra le persone, parlare dei bisogni del territorio e trovare delle risposte per agevolare la vita di ogni cittadino in particolare dei bambini e dei genitori.Svolgimento dell’incontro

Introduce e dà il benvenuto l’assessore del comune di Cadoneghe (Servizi sociali). Si presentano le finalità del progetto “Ci Vuole un Villaggio”: promuovere modificazioni culturali volte a ricostruire il tessuto sociale della comunità locale, per una solidarietà tra famiglie e la promozione dell’affido. Si presenta “il Re dei Bambini”: spettacolo teatrale tratto dall’omonimo racconto per l’infanzia incentrato sul tema dei diritti dell’infanzia. Con la collaborazione di alcuni bambini presenti allo spettacolo, viene rievocata teatralmente la storia. Successivamente ai bambini viene proposto un laboratorio in cui attraverso un gioco viene chiesto che cosa vorrebbero mettere a disposizione in un’ipotetica “rete di cittadini” e che cosa invece vorrebbero avere. La consegna è stata: -se ci fosse a Cadoneghe un bambino come Tenerina (diritto ad avere una famiglia) o come Nicolaj (diritto ad essere rispettati) che cosa fareste? -nel tuo paese secondo te, di cosa c’è bisogno? Tra le risposte date alla prima domanda emerge: dare amicizia e affetto, avvisare figure importanti (mamma, papà, insegnanti) lo spiegare a tutti le qualità di quel bambino. Tra le risposte date alla prima domanda emerge: amore e affetto, amicizie sia tra pari che con adulti, la possibilità di fare sport, la presenza di animali e di verde, un ospedale e soldi. Parallelamente ai genitori viene spiegato in modo più approfondito quali sono gli obiettivi del progetto. Con l’ausilio delle storie raccontate dai bambini di Cadoneghe nei laboratori di “Ci vuole un Villaggio”, vengono focalizzati i principali argomenti che riguardano l’affido familiare, la creazione di reti di solidarietà e di vicinanza solidale sottolineando la prospettiva di “genitorialità come fatto sociale”. È posta qui evidenza su come i bambini abbiano percepito gli aspetti di segnalazione, di presa in carico del minore e le azioni intraprese per la loro cura, tra cui appunto l’affido familiare. Sono emersi forti vissuti emotivi e di empatia nei confronti dei personaggi del racconto con cui i bambini si sono spesso identificati. Nasce qui un dibattito che mette in luce, da un lato la necessità di “unirsi in rete” soprattutto in questo particolare momento storico, dall’altro la difficoltà di coinvolgere le persone, nonostante tentativi già fatti poiché spesso “i genitori non guardano alle esigenze dei bambini” e non hanno fiducia negli altri genitori; “chi non è nella rete è perchè non vuole entrarci”. Allo stesso tempo si sottolinea come “chi viene da fuori” è ancor più in difficoltà rispetto la creazione di una rete. Emerge da alcuni presenti, come esistano a Cadoneghe realtà non istituzionali o riconosciute di Genitori che “per sopravvivere” si sono organizzate in piccoli gruppi o azioni si reciproco aiuto. Spesso l’unione si verifica in situazioni di “disastro” o necessità, un po’ come è avvenuto all’Aquila. Si evince dunque, una duplice tendenza: il riconoscimento che un cambiamento in termini di prossimità e accoglienza sia necessario e allo stesso tempo lo scoraggiamento rispetto all’effettiva possibilità. In conclusione all’incontro, terminato il laboratorio, i bambini leggono ai genitori il cartellone prodotto per condividere le loro idee rispetto bisogni propri e del territorio, ma anche le proposte e ciò che per primi sarebbero disposti a “mettere in gioco”.

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