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INTRODUZIONE
L’intervento qui proposto è finanziato dai Servizi Sociali del Comune di Padova e ideato da Associazione Genitorialità, ente proponente insieme al Centro Affido e Solidarietà Familiare di Padova. Si configura come un’esperienza “pilota” strutturata e ripetibile volta a promuovere il riconoscimento, l’attivazione e la facilitazione nella creazione di reti di prossimità e solidarietà familiare all’interno di due quartieri differenti e specifici del territorio comunale, scelti per testare la potenzialità delle azioni. La prossimità, qui vista come presenza di relazioni collaborative, basate sulla reciprocità e sul riconoscimento di interdipendenza e appartenenza da parte di abitanti di uno stesso territorio, è il risultato ma anche lo strumento e il processo attraverso cui promuovere una cultura della solidarietà da cui può pervenire la disponibilità delle persone ad impegnarsi in progetti di accoglienza più strutturati e diversificati sulla base delle richieste istituzionali (tra cui l’affido familiare). Il progetto qui presentato, si struttura dunque, come un progetto di prevenzione e promozione del benessere che vuole facilitare la ricostruzione di un tessuto sociale basato sulla conoscenza, la fiducia e la condivisione, favorendo forme partecipative e di collaborazione nella cittadinanza, riattivando la responsabilità sociale del singolo a spendersi per interessi generali e beni comuni.

Promuovere la costruzione di reti di cittadinanza attiva che possano contribuire a rispondere ai bisogni primari delle famiglie, è inoltre un tentativo di modificare i processi in atto nella società attuale che sembra configurarsi in un progressivo isolamento tra le famiglie, la diminuzione delle reti sociali, un aumento dell’individualismo tra le persone e i soggetti sociali, nonché l’impoverimento economico delle famiglie. Un tentativo di attivare reti virtuose di collaborazioni mettendo al centro la persona e la famiglia sollecitando il senso di appartenenza alla comunità e la percezione di essere protagonista e produttore di risposte (di propri e altrui bisogni) piuttosto che semplice fruitore di servizi.
La progettualità è qui pensata lungo tre annualità per favorire, in ottica di continuità, il mantenimento e lo sviluppo di processi attivati tra gli attori del territorio: cittadinanza, famiglie, gruppi formali e informali, privato sociale e istituzione. All’interno di queste annualità saranno proposte le seguenti tipologie di azioni: - puntuali, definite e ripetibili pensate per innescare processi di riconoscimento di bisogni comuni e rilevare le risorse degli interlocutori, - create ad hoc e diversificate sulla base delle disponibilità o dell’interesse rilevato - trasversali/continuative lungo tutto il periodo di lavoro volte a sollecitare e a reperire le risorse presenti.

FINALITA’
a-  Promuovere la cultura dell’accoglienza, della solidarietà e della cittadinanza attiva, riattivando una responsabilità sociale nella cura e nella tutela del minore.
b-   Riconoscere, attivare e facilitare la costituzione di reti di prossimità accoglienti e solidali di famiglie e cittadini costruendo nodi di solidarietà disponibili all’accoglienza.

OBIETTIVI SPECIFICI
1. Sensibilizzare e informare la cittadinanza rispetto le tematiche: diritti dei bambini, tutela minori, affido familiare, reti di solidarietà.

2. Mappare, informare e coinvolgere le realtà (formali e informali) presenti nei territori rendendole interlocutori attivi e partner delle azioni in linea alle proprie risorse e peculiarità.
3. Favorire la conoscenza, il confronto e la collaborazione tra cittadini attraverso momenti di incontro.
4. Favorire il senso di appartenenza alla collettività e alla comunità locale
5. Identificare, coinvolgere e attivare stakeholder, persone e realtà “sensibili” alle tematiche proposte, così che diventino a loro volta promotori del progetto e che possano veicolarne i contenuti.
6. Implementare le liste dei contatti delle famiglie interessate alle attività del Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare di Padova
7. Identificare e attivare piccoli gruppi di famiglie e/o piccole comunità di cittadini interessati e sensibili alla solidarietà
8. Evidenziare aspetti di forza, di debolezza, criticità e opportunità della progettualità e delle azioni svolte, rendendo pubblici processi e risultati del progetto.

AZIONI
Mappatura e interconnessione

Intercettazione e coinvolgimento delle realtà formali/informali presenti nei territori (quartieri) che possano fungere da interlocutori, amplificatori e a loro volta sensibilizzatori rispetto le tematiche dell’affido familiare e la creazione di reti di prossimità.
Comunicazione e pubblicità

Comunicazione e pubblicità del progetto o di iniziative connesse con lo stesso. La pubblicità è da intendersi sia cartacea (con affissioni o avvisi direttamente recapitati a target specifici) sia on-line attraverso i canali utili a promuovere il progetto (gruppi FB, giornali locali, newsletter ecc.).

Realizzazione di eventi aggregativi

Organizzazione di spettacoli teatrali o altro tipo di eventi aggregativi relativi ai diritti dell’infanzia (e in particolare al diritto ad avere una famiglia) diretti alle famiglie con figli.
Facilitazione di esperienze di solidarietà

In questa fase, a differenza di quelle precedenti dove si propongo attività strutturate, le azioni saranno decise in itinere sulla base dei bisogni e delle risorse riscontrate e raccolte nelle fasi precedenti nei diversi territori.

Si prevedono due tipologie di azioni, una più improntata alla sensibilizzazione, l’altra più volta a favorire processi di conoscenza e partecipativi:

•Partecipazione ad eventi ed iniziative proposte da altri enti e ritenute un bacino potenzialmente sensibile (scuola laddove c’è coinvolgimento dei genitori, sagre, feste associative ecc.) in cui si interverrà ritagliando uno spazio di informazione, divulgazione del progetto e dei temi riguardanti affido e accoglienza (con testimonianze, video, spettacoli, materiali informativi ecc.).

•Organizzazione e coordinamento di eventi o prassi che aumentino il livello di prossimità familiare (prassi mutuate dalla sharing economy es: banca del tempo, condivisione/prestito oggetti, mercatini di scambio, cene di quartiere, baratto, portineria di quartiere ecc.) rivolti ai cittadini che vivono lo stesso territorio. Queste azioni prevedono modalità specifiche per attivare processi di solidarietà familiare che saranno promosse e strutturate in ottica di ricerca-azione sulla base di quanto costruito nelle precedenti fasi.

REFERENTE PROGETTUALE per Associazione Genitorialità

Dott.ssa Nicole Lisi: 349-3112209

lisinicole@gmail.com

vivovicino@gmail.com